| |
L’Arena – Il Giornale di Verona Venerdì 16 Marzo 2007
È intitolata alla musa di Man Ray l’opera scritta, con Andrea Mannucci, dal musicista veronese. Lo abbiamo intervistato
Ongaro, un’opera lirica per Parigi
«Kiki de Montparnasse» debutterà il 2 aprile
Il libretto dell’opera, per Bonaccorso Editore, con i testi in italiano e la traduzione in francese di Martine Susana, è uscito alcuni giorni fa. Poi, lunedì 2 aprile, «Kiki de Montparnasse», atto unico in dodici scene su libretto di Marco Ongaro e musiche del maestro Andrea Mannucci, farà il suo debutto proprio nel cuore del suo effettivo scenario: Parigi, quartiere di Montparnasse, Teatro Rive Gauche.
La locandina lo presenta come una «creazione mondiale», e accompagna i nomi di autori e protagonisti con una riproduzione della celeberrima fotografia di Kiki de Montparnasse scattata da Man Ray, all’epoca suo amante, che la riprese di schiena «trasformandola» in un violoncello. Nei «panni» - per modo di dire - di Kiki, musa per eccellenza della scena artistica parigina degli anni '20 del secolo scorso, c’è Lucie Mouscadet, soprano principale protagonista dell’opera in questione. La regia è di Chloe Latour, la direzione d’orchestra di Florestan Boutin, accanto alla Mouscadet cantano e recitano il tenore Arnaud Le Du e il baritono Vincent Billier.
Martedì 27 marzo la prova finale aperta al pubblico all’auditorium Jean de la Fontaine.
Per Marco Ongaro, portato originariamente alla fama nazionale come cantautore, oggi sempre più vulcanico e poliedrico artista a tutto tondo, una soddisfazione immensa, giacché, pur continuando a vivere nella nostra città, da qualche anno ha eletto Parigi come sua patria d'elezione.
Com'è nato questo intenso rapporto con la "Ville Lumière"?
«Merito di Bob Dylan. Nel giugno del '78 andai per la prima volta a Parigi perché mi era giunta notizia che il suo tour europeo, il primo dopo tanti anni, avrebbe fatto tappa lì. Quando arrivai, venni a sapere che il concerto sarebbe stato il mese successivo. Mi fermai comunque a Parigi tre giorni, e me ne innamorai. Fu una folgorazione decisiva, fui subito certo che prima o poi avrei lavorato lì, e in effetti, da tempo collaboro con una casa editrice parigina. E naturalmente amo alla follia quell’epoca d’oro, i primi decenni del '900 che ho voluto celebrare in "Kiki de Montparnasse". È difficile per me descrivere l’emozione che provo nel far debuttare questo lavoro proprio nei luoghi in cui Kiki e i suoi grandissimi amici artisti si muovevano».
Nel suo carteggio con Beatrice Staccini, autrice di una tesi di laurea su Kiki de Montparnasse, lei parla di un'"età dell’oro" paragonabile all'Atene classica e alla Firenze rinascimentale…
«C’era questo coacervo di geni, molti dei quali esuli da altri Paesi o comunque stranieri, che vivevano a Parigi perché se ne erano innamorati…Blaise Cendrars entrò nella Legione Straniera per difendere la Francia, Foujita, che vendette il suo "Nudo sdraiato di Kiki" al Salon d’Automne del ’22 per ottomila franchi, era giapponese, Soutine veniva dall’Est Europa, e poi Modigliani, Picasso, Hemingway, lo stesso Man Ray, tutti uniti da questo legame con Parigi, la bellezza, e con Kiki, una modella che fece da vero e proprio collante tra loro…».
Chi era Kiki de Montparnasse e perché l'ha affascinata tanto?
«Utrillo, che dipinse solo vedute di Montmartre, la volle comunque far posare nel suo studio, solo per vederla nuda…Kiki era venuta dal nulla, era stata una prostituta, ma alla trivialità univa un naturale senso del sublime. Era anche pittrice, ma aveva capito che il suo ruolo eletto era quello di musa, e decise di donarsi al genio degli artisti. Sapeva che il mondo è pieno di orrore, e che l’artista, come una sorta di benefattore, di creatore di bellezza, ha potere e dovere di renderlo migliore. Questo è il senso fondamentale dell’opera. Kiki fu il fulcro di un’epoca felice, ispirò tanta grande arte del '900. Mi sono sentito in qualche maniera partecipe di questa vittoria, e ho voluto inquadrare la sua vicenda non in un musical, come magari sarebbe stato più facile, ma nell’ambito più elitario dell’opera lirica. È stato fondamentale l’incontro con la soprano Lucie Mouscadet, il libretto e le magnifiche musiche di Andrea Mannucci sono stati scritti per e su di lei».
In Italia, "Kiki de Montparnasse" debutterà il 4 maggio al Teatro Paolo VI di Desenzano. Nel frattempo, Ongaro ha lavorato anche per il 39° Festival del Teatro nell’ambito della Biennale di Venezia.
«Sono stato incaricato della riscrittura dell’ "Amante militare" di Goldoni, per il Teatro Stabile di Verona; un compito stimolante per l’attualità della commedia, non una delle sue più famose. Ho voluto rispettare i tempi comici di Goldoni, ma anche pensare a una colonna sonora stridente con la leggerezza del testo. Per sottolineare come si viveva la guerra allora, e come la si vive oggi».
Beppe Montresor |
|